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Felicità sul lavoro? Si grazie!

Di questi tempi parlare di felicità in ambito di lavoro sembra essere l’ ingrediente più urgente: per i lavoratori di ogni età e soprattutto per le aziende più evolute. Infatti spesso, i motivi per cui una persona lascia il proprio posto di lavoro sono due: la ricerca di un maggiore equilibrio tra vita privata e lavorativa e la ricerca di un nuovo senso di vita.

Ma cosa si intende per felicità? E soprattutto mi chiedo, è certo che esiste il lavoro perfetto che ci permette di essere felici o esiste qualcosa di molto più importante?

Shawn Achor, nel suo libro “Prima la felicità”, esplora il legame tra felicità e successo professionale e afferma, attraverso risultati sperimentali, che prima del successo e della felicità c’è la nostra percezione del mondo. Per poter essere felici e ottenere successo nel proprio posto di lavoro, dobbiamo essere consapevoli della negatività che ci circonda, ma soprattutto dobbiamo essere convinti di avere il potere di influenzare il nostro ambiente per migliorare qualsiasi situazione e offrire il nostro contributo a 360°.

Spesso però le cose non vanno così: focalizziamo l’attenzione su ciò che non va bene, nella nostra situazione lavorativa e nella vita in generale anche se sappiamo che, oltre ad essere un’inutile perdita di tempo, influenza il nostro modo di percepire la realtà abbassando il nostro livello di performance ma soprattutto di soddisfazione.

Riservare maggiore attenzione alla sensazione di pericolo e disagio è un retaggio ancestrale.

Era utile, se non addirittura indispensabile, ai tempi delle caverne, quando ad ogni passo dovevi stare attento a non diventare il pasto di qualche animale feroce! Oggi evidentemente, non è necessario e si fa urgente un cambio di paradigma. Abbiamo tutti gli strumenti per poter imparare ad utilizzare uno dei sentimenti più rigenerativi che abbiamo a disposizione: la gratitudine.

Tu dirai: “Seee vabbè, la gratitudine è per i deboli”. Hai ragione. Se lasci che la tua mente formuli questo tipo di convinzione e la consideri accettabile, hai ragione a sentirti in pericolo: il tuo animale feroce sei tu! Pronto a lasciarti sbranare dallo stress, dalla paura, dall’angoscia. O sei uno di quelli che si fa il fegato verde e si prende la rivincita delle proprie frustrazioni umiliando i propri collaboratori, sbraitando ordini poco comprensibili e generando pesantezza e disagio ovunque tu sia perché non sai gestire le tue emozioni e magari ti lasci trattare male, da “tu lo sai”, nella tua vita privata. O semplicemente hai la testa tra le nuvole e pensi che solo quando le cose andranno meglio, quando tizio cambierà, quando avrai un aumento, quando il tuo capo cambierà… potrai essere davvero felice. Ma non è vero che vuoi essere felice, non è vero che vuoi stare bene davvero.

Per tutti quelli che, non hanno ancora l’ abitudine di ragionare in termini di soddisfazione piuttosto che di lamentela, la “gratitudine” è una merce faticosa da reperire e così poco monetizzabile da non poter essere presa in considerazione per risolvere “i veri problemi” ed essere felici nella vita e del lavoro.

A questo punto devo darti due notizie: una buona e una cattiva.

Iniziamo dalla cattiva: la felicità non esiste in sé e per sé. Esisti tu e il tuo modo di percepire la realtà. Ed esisti tu e le scelte che fai. La buona è che solo tu sei padrone dei tuoi pensieri. Tu puoi in ogni istante decidere di avere il coraggio di aprirti al dialogo: al tuo dialogo interno e a quello con il mondo fuori di te. Puoi trovare il coraggio di Essere, semplicemente te stesso, di cercare e trovare ciò che ami fare, impegnare ogni granello della tua energia per realizzarlo e sentirti di dare un contributo tangibile nel mondo. Solo così ti renderai conto di quanto è importante il tuo ruolo, ma soprattutto di quanto sei importante tu, quanto sono importanti i pensieri che fai, le parole che usi e le azioni che decidi di mettere in campo. Solo così scoprirai che quando apprezzi ciò che fai, ciò che hai, ciò che sperimenti ti senti bene. Quando riesci a dire GRAZIE alle persone con cui ti relazioni tutti i giorni, non solo quando si è in sintonia ma soprattutto quando vieni strappato via dalla tua zona di comfort e nonostante tutto riesci a tirare fuori il coraggio per imparare qualcosa di nuovo, questo è l’istante in cui ti senti felice, potente, soddisfatta/o, diventi più efficace, performante e hai la certezza che stai realizzando lo scopo della tua vita. Questa sensazione è l’indicatore che ti permetterà di affermare che ti senti realizzata/o, nella vita e nel lavoro.

Articolo di Sara Cacciuto